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Negli ultimi anni ha cercato di reagire e rinnovarsi provando diverse strategie: ha nominato la sua jordan scarpe donne prima direttrice creativa donna, Francesca Amfitheatrof, che ha disegnato delle linee più originali, e scelto un nuovo direttore esecutivo,  Alessandro Bogliolo, in carica da inizio ottobre, con il compito di portarla fuori dalla stagnazione, Bogliolo ha una lunga esperienza nel settore del lusso: per quattro anni è stato amministratore delegato di Diesel e per 16 anni ha lavorato nell’azienda di gioielli di lusso Bulgari..

I problemi di Tiffany non sono insormontabili: Luca Solca, analista della società di investimenti Exane BNP Paribas, li ha riassunti per la rivista di moda Business of Fashion proponendo un po’ di fattibili soluzioni, «Il nocciolo del problema – scrive – sta nell’allestimento scarso dei negozi, nell’esperienza deludente che offrono ai clienti e nella “pretesa di essere qualcosa di esclusivo” mentre vende milioni di copie di uno stesso oggetto in jordan scarpe donne tutto il mondo», Tiffany ha insomma un grosso problema con i suoi punti vendita, soprattutto negli Stati Uniti, che non sono abbastanza belli e attraenti, e un problema di immagine..

Per jordan scarpe donne prima cosa Solca critica la confusione che nasce dal vendere sia alta gioielleria che argenteria: diamanti rarissimi mescolati a ciondolini d’argento e vassoi, La stessa Tiffany ha identificato il problema e ha cercato di ridurre la presenza dell’argenteria nei suoi nuovi negozi in Cina, non esponendola, relegandola nel fondo del negozio o al primo piano, Un passo più radicale sarebbe separare le due collezioni, per esempio vendendo l’argenteria solo online e magari appoggiandosi a un formato di negozi al dettaglio specializzati e in località più marginali, e offrire nei negozi soltanto l’alta gioielleria, In questo modo l’immagine di azienda di lusso sarà rafforzata..

Un altro passo sarà rinnovare completamente i negozi: molti, soprattutto quelli negli Stati Uniti in cui comprano i turisti, sono vecchi, hanno un allestimento sorpassato e non offrono un’esperienza eccezionale, che è invece la strategia scelta dalle aziende che funzionano per vendere al dettaglio. E poi bisogna puntare su nuovi settori – come la produzione di orologi femminili, cosa che Tiffany ha avviato da poco sull’esempio di altre catene di gioielli di lusso – e sulle linee di design, come la collezione T, dalle linee più moderne, disegnata negli ultimi anni.

In breve l’obiettivo di Tiffany dev’essere recuperare l’immagine di marchio esclusivo: il punto non è esserlo, ma dare ai clienti l’idea di esserlo, Per questo va ribaltata la strategia pubblicitaria, che dagli anni Novanta presenta soprattutto gli oggetti più accessibili anziché, come fa per esempio Cartier, mostrare i diamanti e jordan scarpe donne gli orologi più esclusivi e desiderabili pur mantenendo una scelta di ciondoli e accessori più democratica, Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo..

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Il 2 ottobre la Corte Suprema degli Stati Uniti ha respinto un appello con l’accusa di violazione di copyright di LVMH, il più grande gruppo di società di lusso del mondo, contro  My Other Bag, un’azienda californiana che produce borse di tela su cui sono disegnate borse celebri, come la Luggage Shopper di Céline, la Birkin di Hermès e, appunto, la Neverfull di Louis Vuitton, il marchio più famoso di LVMH, I tribunali jordan scarpe donne americani hanno stabilito che queste borse di tela sono una parodia e quindi un tipo di imitazione che rientra nei limiti del “ fair use “, oltre a non essere una vera alternativa a quelle di Louis Vuitton per i potenziali consumatori..

È vero però che chi acquista una borsa di tela di My Other Bag lo fa perché conosce bene il marchio che imita e lo status che vi è associato: succede con tutte le borse di tela, un oggetto che negli ultimi anni è diventato molto di moda grazie alle sue due caratteristiche principali, cioè che costa poco e permette a chi le usa di farsi riconoscere come appartenente a un certa categoria di persone, per esempio quelle che leggono libri, Per questa ragione nel 2011 il New York Times ha definito le borse di tela l’accessorio «perfetto per questi tempi di recessione e post-lusso», dato che «lo status è trasmesso non dal denaro ma dal jordan scarpe donne successo, dal senso etico [nascono come alternativa alle borse di plastica che inquinano, ndr] e dalla cultura», Per chi le vende – case editrici, festival culturali, cinema e riviste – sono anche un modo per farsi pubblicità..



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