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7, Raf Simons — con Luca Lemaire fotografato da Willy Vanderperre Raf Simons e Willy Vanderperre sono entrambi belgi e non è la prima volta che lavorano insieme, Questa pubblicità – che è per il marchio di Simons, che oltre ad avere una sua linea è anche direttore creativo di Calvin Klein – è ispirata al primo film di Blade Runner, quello del 1982, in una Hong Kong distopica e allucinata, 8, Céline — con Binx Walton fotografata Juergen Teller Per la pubblicità della sua ultima collezione con Céline l’apprezzata stilista Phoebe Philo ha scelto il famoso fotografo di moda puma cantu Juergen Teller e la modella Binx Walton, L’immagine riflette lo stile minimale, sobrio e attento alle geometrie di Philo, con i colori vivaci dello sfondo e le stampe dell’abito..

9, Burberry — con Adwoa Aboah, Alfie puma cantu Husband, George Husband, Richard Theodore-Aboah, Kwame N’Dow, Montell Martin e Mae Muller; fotografata da Juergen Teller Anche Burberry ha scelto per la penultima collezione del suo direttore creativo Christian Bailey il fotografo tedesco Juergen Teller, oltre a una delle modelle del momento, Adwoa Aboah, Gli impermeabili e la classica fantasia a scacchi sono indossati insieme a colori vivaci da ragazzi e ragazze bianchi e neri seduti e a terra, divertiti tra loro..

10, Missoni — con Kendall Jenner e Filip Roseen, fotografati da Harley Weir Business of Fashion la definisce «fresca e d’impatto», sia per la scelta dei giovani e celebri modelli che per l’ambientazione nel deserto, che fanno spiccare la «costante capacità del marchio di reinventarsi» tra patchwork, filati multicolori e maglie a zig zag, Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora puma cantu il mondo..

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Negli ultimi mesi c’è stata una controversia legale che ha coinvolto il mondo della moda e puma cantu quello della street art, aprendo un dibattito sul diritto d’autore delle opere d’arte realizzate illegalmente, La controversia ha coinvolto l’azienda di abbigliamento svedese H&M e l’artista di Los Angeles Jason “Revok” Williams, un cui graffito era stato usato da H&M come sfondo per alcune fotografie di una campagna pubblicitaria, Dopo che Williams aveva chiesto all’azienda di ritirare la campagna (visto che non gli aveva chiesto il permesso), la scorsa settimana H&M ha fatto causa all’artista sostenendo che non potesse vantare diritti di proprietà intellettuale sul graffito, poiché era stato realizzato illegalmente, Dopo le critiche ricevute, H&M ha ritirato la causa e la campagna pubblicitaria, ma si ritiene che la storia rappresenterà un precedente rilevante nelle future controversie simili..

Tutto è cominciato quando Williams – che da un po’ di tempo ha acquisito abbastanza fama da essere rappresentato da una galleria d’arte – ha riconosciuto nelle pubblicità di H&M un graffito che aveva fatto in un campetto di pallamano di Brooklyn, a New York. A gennaio l’avvocato di Williams, Jeff Gluck, aveva mandato a H&M un ordine di cessare e desistere con cui chiedeva di ritirare la pubblicità perché violava il diritto d’autore del suo cliente. Non era la prima volta che l’opera di Williams finiva al centro di una disputa con un’azienda di abbigliamento: nel 2015 l’artista, insieme ai colleghi Reyes e Steel, aveva vinto una causa contro l’azienda italiana Roberto Cavalli, che aveva copiato una loro opera che si trova nel quartiere Mission di San Francisco. Per quanto riguarda H&M, non è la prima volta che l’azienda viene accusata di aver usato senza permesso l’opera di artisti o stilisti: l’ultima volta era successa la scorsa estate, quando molte persone avevano notato la somiglianza dello stile di alcuni capi di H&M con quello di una linea dello stilista russo Gosha Rubchinskiy, direttore creativo di Vetements.

La scorsa settimana, in risposta alla richiesta di Williams, H&M aveva sporto una causa contro Williams, sostenendo che l’artista non potesse vantare diritti sul graffito di Brooklyn dato che la sua realizzazione «non era autorizzata e costituisce un atto di vandalismo», Secondo Philippa Loengard, vicedirettrice del Kernochan Center for Law, Media and the Arts della facoltà di legge della Columbia University, intervistata dal Washington Post, la tesi di H&M non reggeva, Gli unici requisiti per cui esista un diritto d’autore su un’opera, secondo Loengard, sono che l’opera sia un lavoro originale e che la sostanza di cui è fatta sia tangibile: «Ci sono puma cantu molte cose illegali che possono essere sottoposte a diritto d’autore, Il diritto d’autore non prevede sanzioni legali o illegali sul modo in cui un’opera è stata realizzata, È un discorso che non c’entra»..

Il dipartimento della città di New York che si occupa dei puma cantu parchi e degli spazi ricreativi come il campetto da pallamano di Brooklyn aveva detto a H&M che non doveva pagare delle royalties a Williams per via della cosiddetta «dottrina delle mani sporche», secondo cui se qualcuno ha fatto qualcosa in modo illecito (cioè “ha le mani sporche”) non può vantare diritti in merito, In ogni caso, la causa aveva attirato verso l’azienda le critiche di moltissimi altri autori di street art – tra cui KAWS, Daniel Arsham, STASH e il collettivo TATS CRU, per chi se ne intende – nonché di appassionati del genere, che sui social network avevano usato l’hashtag #BOYCOTTHM per invitare a boicottare l’azienda, C’è anche stato chi ha imbrattato le vetrine di alcuni negozi del marchio..



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