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Nel 2013 Cowan, come ha raccontato al Post, ha rilasciato un’intervista per il sito Dapper Q su com’era nato il servizio fotografico del ’76. Circa sei mesi fa, Kelly Rakowski, amministratrice dell’account Instagram h_e_r_s_t_o_r_y, che condivide immagini storiche della comunità femminista-lesbica, ha ripubblicato la foto di Dobkin con addosso la maglietta, L’immagine è stata notata da Rachel Berks, che possiede Otherwild, un negozio e studio di design a Los Angeles, dove organizza anche workshop e gruppi di lettura femministi, Berks ha prodotto 24 magliette con il vecchio slogan della libreria e le ha vendute tutte in soli due giorni, A quel punto ne ha fabbricate ancora, e ha deciso di donare il 25 adidas online per cento dei ricavati delle vendite a Planned Parenthood, un’organizzazione di cliniche non profit che forniscono molti servizi tra cui anche l’interruzione di gravidanza, molto impegnata nell’educazione sessuale e nei diritti civili, Berks ha poi introdotto la felpa (disponibile anche in grigio e per bambine) e l’ha messa in vendita a KillJoy Kastle, una sorta di parco di attrazione lesbo-femminista di Los Angeles, a metà tra un museo e un parco divertimenti stile horror, aperto in occasione di Halloween, Lì St Vincent ha comprato i due capi che l’hanno poi resa famosa..

Berks ha detto al New York Times che «è emozionante vedere le persone abbracciare qualcosa che viene dal femminismo lesbico degli anni ’70, La maglietta è una reazione alla cultura misogina e patriarcale che tocca molte persone, La gente però la sta ricontestualizzando: donne trans, uomini, mamme con figli», Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili adidas online a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo..

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove, Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post, Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli, È un modo per aiutare, è un adidas online modo per avere ancora di più dal Post, È un modo per esserci, quando ci si conta, Dal celebre fotografo Baron Wolman per un numero di "Rolling Stone": il loro stile elaborato e innovativo continua a influenzare come ci vestiamo.

Dal 24 novembre al 6 marzo 2016 la Triennale di Milano ospiterà la mostra “Il nuovo vocabolario della moda italiana”, che raccoglie più di cento prodotti realizzati in Italia dal 1998 a oggi. L’esibizione è articolata in tre macro sezioni: vocabolario, dove gli oggetti sono organizzati intorno a concetti chiave; narrazioni, dedicata a fotografia, illustrazione, nuovi media, editoria, video-arte;  biografie, con le storie dei singoli stilisti e marchi. Il percorso è organizzato per parole chiave (come materia, costruzione, ornamento, dettaglio, laboratorio) che sintetizzano ognuna un concetto tipico e rinnovato del made in Italy, con installazioni che mostrano il prodotto e il relativo processo creativo: dal cartamodello agli accessori, dalle prove di lavorazione ai componenti. Ci sono abiti, accessori, illustrazioni e fotografie di stilisti e artisti emergenti e già conosciuti, tutti italiani.

I curatori della mostra, Paola Bertola e Vittorio Linfante, hanno spiegato: «Se da una parte adidas online il “fatto in Italia” è riconosciuto nel mondo come eccellenza, dall’altra è tipicamente rappresentato da marchi e stilisti affermatisi sino agli anni Novanta, negando in un certo senso la sua capacità di rigenerazione, Eppure, una nuova generazione sta scrivendo da tempo un linguaggio riconfigurato della moda italiana, Questo grazie alla valorizzazione di risorse accessibili in Italia e scomparse altrove: l’attitudine progettuale diffusa, i patrimoni di cultura materiale, le piccole reti di laboratori, le manifatture periferiche».

La mostra è dedicata allo stilista Elio Fiorucci, morto il 20 luglio di quest’anno: aveva 80 anni ed era conosciuto soprattutto per avere fondato l’azienda che porta il suo cognome, specializzata nella produzione di abiti e di gadget di vario tipo con il famoso marchio con i due angeli. Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo. E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove. Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post, È un modo per esserci, quando ci si conta, Sempre più aziende decidono di creare delle esposizioni su se stesse in musei o spazi per eventi, tra l'arte e la promozione pubblicitaria Lo stilista adidas online romano ha fondato un'azienda senza l'aiuto di soci o finanziatori: gli affari vanno bene ma per mantenerla disegna fino a 12 collezioni l'anno I suoi dipendenti non lavorano mai dopo le 5 e mezza, sono vietate le mail di lavoro serali, e la società ha investito moltissimo nel piccolo borgo umbro dove ha sede.

L’azienda americana Ralph Lauren ha lanciato nel suo negozio sulla Fifth Avenue di New York (quello più importante e identitario) i primi camerini interattivi mai creati: si chiamano “Oak Fittings Room” (Il camerino di Oak) dal nome della startup tedesca – Oak Labs, appunto – che ne ha realizzato il software per 4,1 milioni di dollari (circa 3,8 milioni di euro), Hanno uno specchio touchscreen che adidas online consente, tra le altre cose, di regolare le luci, chiamare i commessi e richiedere capi di un’altra taglia o colore. Per ora il nuovo tipo di camerino è disponibile nel solo negozio di New York, ma l’azienda progetta di inserirlo anche in altri punti vendita prima della fine dell’anno..



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