Puma Donna

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I vestiti di Lanvin erano troppo cari e rimasero relegati alle classi più ricche, poi arrivò la Grande Depressione che rese di cattivo gusto ostentare prosperità e frivolezze, La moda di vestirsi uguali ritornò alla fine degli anni Trenta grazie al cinema di Hollywood, Attrici giovani, carine e famose amavano farsi fotografare in abiti coordinati con le loro figlie, adorabili copie in miniatura che esaltavano la loro bellezza dipingendole anche come madri e mogli amorevoli, Ci volle un po’ di tempo perché si adattasse anche il mondo reale, soprattutto perché la produzione nella moda era rigidamente suddivisa per età, e fu solo nel 1938 che la rivista Life scrisse che «prima di quest’estate i vestiti abbinati tra madri e figlie non erano così diffusi», Funzionava, scriveva sempre Life, perché «sembrare simili» significava «sembrare più giovani», Negli anni Quaranta e Cinquanta questi abiti sottolineavano la giovinezza della madre piuttosto che la maturità della figlia: erano gonne a ruota o grembiulini arricciati portati su magliette e camiciette dalle maniche a sbuffo, spesso con nastri nei capelli, più adatti a una bambina di otto anni che a una donna adulta, Sempre Life consigliava, nel caso le figlie fossero più di una, puma donna di vestirsi coordinate alla più piccola..

Dal 1939 alla fine degli anni Cinquanta Ladies’ Home Journal – tra le riviste femminili più lette del tempo – uscì con decine di copertine illustrate dal disegnatore Al Parker, con madri e figlie puma donna vestite identiche dalla testa ai piedi e impegnate in faccende domestiche e passatempi come cuocere biscotti, lavorare ai ferri, incartare regali, sciare e andare in bici, Le copertine piacevano tantissimo e i vestiti inventati da Parker erano proposti spesso come modelli nelle riviste per lavori a maglia e ricamo, o tradotti in abiti in vendita nei grandi magazzini..

Durante la Seconda guerra mondiale la moda si rafforzò, per motivi patriottici: «Tutti dovevano fare la loro parte e anche le figlie dovevano aiutare le madri a casa» spiega Gordon, Dopo la guerra, i cambiamenti sociali che avevano visto le massicce famiglie ottocentesche asciugarsi in nuclei monofamiliari si riversarono anche sull’abbigliamento: vestirsi uguali era un modo per sottolineare il rapporto affettivo stretto e privilegiato tra madri e figlie, « Ladies’ Home Journal ne parlava come fosse la più grande scoperta dopo il pane affettato», dice Gordon «ma c’era un filone di persone in sottofondo che la criticava, Alcuni stilisti ne erano inorriditi», Helen Lee, tra i più importanti stilisti di moda per bambini tra gli anni Cinquanta e Sessanta era tra loro: «c’è una differenza di 20 o 30 anni tra madri e figlie e nella maggior parte dei casi l’una o l’altra sarebbe puma donna sembrata ridicola»..

Le cose cambiarono negli anni Settanta, quando le donne iniziarono a lavorare fuori casa tutto il giorno: dovevano indossare abiti informali come completi, tailleur con gonne o pantaloni, giacche e camicie che divennero di moda anche tra le casalinghe ma che non erano adatti alle bambine piccole. Questa tendenza si rafforzò negli anni Ottanta, quando le donne portavano abiti maschili o sensuali per affermare la propria indipendenza e mettere in discussione il potere maschile. Lilly Pulitzer, tra le prime aziende a proporre vestiti abbinati per madri e figlie, chiuse nel 1984; riaprì nove anni dopo, quando nelle vetrine si riaffacciavano i primi vestitini con stampe e colori pastello.

Oggi che le donne inseguono la completezza dello “have it all”, cioè dell’avere tutto (carriera, figli, amore, bellezza), vestirsi abbinate alle proprie figlie va di nuovo di moda, anche tra le donne che lavorano e hanno successo: indica infatti l’efficienza nel gestire carriera, famiglia e immagine, A rafforzarla ci sono stiliste come Stella McCartney e Michelle Smith di Milly che si fanno spesso vedere in giro vestite coordinate alle figlie, e che propongono linee per bambini che richiamano puma donna quelle per gli adulti, Modelle come Coco Rocha e Cindy Crawford hanno sfilato insieme alle loro figlie adolescenti, e sempre più aziende propongono giacche, cravattini e polo per i bambini e gonne con stampe, e scarpine all’ultima moda per le bambine, Spesso i cataloghi mostrano direttamente donne e bambine con gli stessi abiti e ora c’è anche una nuova tendenza, quella di vestire uguale tutta la famiglia, fratelli e padri compresi..

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Raccolta di immagini di mamme e figli celebri, coi rispettivi eredi o genitrici Ma nuovi-nuovi: niente sequel, reboot, remake, spin-off e cose del genere Chewbacca e tutti quelli di "Solo: puma donna A Star Wars Story": e poi Valeria Golino, Riccardo Scamarcio, Valerio Mastandrea e John Travolta.

L’abito da sposa di Meghan Markle è stato al centro di molte delle indiscrezioni che hanno preceduto il “royal wedding”, il matrimonio reale tra Markle e il principe Harry del Galles che si è celebrato oggi a Windsor, in Inghilterra, Prima che Markle comparisse davanti alla chiesa, dell’abito da sposa non si conosceva lo stilista: ora sappiamo che è della stilista britannica Clare Waight Keller, la prima donna direttrice creativa della casa di moda francese Givenchy, Non era tra gli stilisti che si pensava potessero aver disegnato l’abito di puma donna Meghan Markle. Keller aveva guidato per sei anni Chloe e prima ancora aveva lavorato per Pringle of Scotland..



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